Gabbia di essiccazione di una cantina vinicola

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Gabbia di essiccazione di una cantina vinicola

Una fiorente azienda agricola nel cuore dell’isola di Salina, sempre più apprezzata in Italia (La Rosa Bianca), necessita di un luogo adeguato dove stendere ad essiccare le uve per produrre l’ottimo passito di Malvasia per cui è nota.

Parte di un intervento più complesso ed esteso all’intera tenuta, la realizzazione di una copertura poggiata sul tetto della cantina esistente permette di recuperare gli spazi necessari per la lavorazione dei grappoli senza sottrarre terra alla coltivazione.

La struttura è pensata leggera e modulare, così da poter essere smontata e/o ampliata stagionalmente, come fosse una gabbia. Difatti, nel periodo deputato all’essiccazione, vista la necessità di proteggere l’uva dalle vespe, l’impalcato viene rivestito con teli traslucidi a mò di serra, così da mantenere la trasparenza e la traspirazione ma garantire la conservazione della materia prima non contaminata.

In legno lamellare e connettori originali Rothoblaas, è ancorata al fabbricato preesistente con piastre e tirafondi in acciaio poi ricoperti con cemento e guaina protettiva. Sviluppa una superficie coperta di oltre 110 mq, ed è composta da sole quattro campate con una luce libera di trave di 8,00 metri lineari, nonostante le sezioni ridotte degli elementi costruttivi prescelti (GL24H), così da ridurre al minimo l’altezza e l’impatto visivo, e senza alcun appoggio intermedio sul solaio di copertura (solo nodi perimetrali).

Un’icona, ormai, per il paesaggio rurale per chi esplora l’isola, tale da indicare la presenza della cantina vinicola, è la prima (se non l’unica) struttura in elevazione sulla copertura di un manufatto agricolo.